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		<title>Radiofrequenza per Viso Collo Corpo: Molte le Applicazioni Possibili</title>
		<link>http://gennaichirurgia.it/2343-radiofrequenza-viso-corpo.html</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La più recente novità nell&#8217;ambito delle metodiche di ringiovanimento mininvasivo del viso e del collo è la Radiofrequenza Interna Ma l&#8217;energia della Radiofrequenza può essere utilizzata anche per ripristinare l&#8217;aspetto e la compattezza della pelle: una singola seduta di Radiofrequenza Frazionata, attraverso la creazione di microcanali nella pelle, stimola la rigenerazione e la produzione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La più recente novità nell&#8217;ambito delle metodiche di ringiovanimento mininvasivo del viso e del collo è la <strong><a href="/lifting-radiofrequenza.html">Radiofrequenza Interna</a></strong></p>
<p>Ma l&#8217;energia della Radiofrequenza può essere utilizzata anche per ripristinare l&#8217;aspetto e la compattezza della pelle: una singola seduta di <strong><a href="/lifting-radiofrequenza.html">Radiofrequenza Frazionata</a></strong>, attraverso la creazione di microcanali nella pelle, stimola la rigenerazione e la produzione del collagene, con un effetto rivitalizzante a lungo termine.</p>
<p>Non è una procedura invasiva, non necessita di anestesia, non ha effetti collaterali, se non un lieve arrossamento che svanisce in poche ore e può essere coperto con del make-up.</p>
<p>Con la Radiofrequenza Frazionata è anche possibile trattare le rughette del contorno occhi (zampe di gallina) e delle palpebre inferiori.</p>
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		<title>Protesi PIP &#8211; Comunicato</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:57:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Bologna, 22/12/2011. Informiamo le nostre pazienti di non aver mai impiantato protesi al seno di marca PIP, in questi giorni al centro dell&#8217;attenzione mediatica per dei presunti rischi legati alla salute. Le pazienti che desiderassero ulteriori informazioni possono contattare la nostra segreteria allo 051 6494945. Qui potete trovare maggiori informazioni relative al corretto intervento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bologna, 22/12/2011.</p>
<p>Informiamo le nostre pazienti di non aver mai impiantato protesi al seno di marca PIP, in questi giorni al centro dell&#8217;attenzione mediatica per dei presunti rischi legati alla salute.</p>
<p>Le pazienti che desiderassero ulteriori informazioni possono contattare la nostra segreteria allo 051 6494945.</p>
<p>Qui potete trovare maggiori informazioni relative al corretto intervento di <a href="/mastoplastica-additiva.html">mastoplastica additiva</a>.</p>
<div id="attachment_2301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-2301 " src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/12/protesi-pip.jpg" alt="protesi pip" width="250" height="202" /><p class="wp-caption-text">foto tratta da www.lastampa.it</p></div>
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		<title>Mantenimento dopo la Chirurgia Estetica</title>
		<link>http://gennaichirurgia.it/2257-mantenimento-dopo-chirurgia-estetica.html</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un intervento chirurgico di ringiovanimento del viso e dello sguardo (Lifting Endoscopico, Lipofilling, Blefaroplastica, Lifting cervicale) è importante curare il proprio volto per mantenere il risultato nel tempo. Per questo consigliamo ai nostri pazienti di smettere di fumare, di esporsi al sole sempre con protezione solare e di mantenere un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata, con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un intervento chirurgico di ringiovanimento del viso e dello sguardo (<a href="/1172-lifting-endoscopico.html" title="lifting endoscopico">Lifting Endoscopico</a>, <a href="/lipofilling.html" title="lipofilling">Lipofilling</a>, <a href="/blefaroplastica.html" title="blefaroplastica">Blefaroplastica</a>, Lifting cervicale) è importante curare il proprio volto per mantenere il risultato nel tempo.</p>
<p>Per questo consigliamo ai nostri pazienti di smettere di fumare, di esporsi al sole sempre con protezione solare e di mantenere un&#8217;alimentazione sana ed equilibrata, con un buon apporto di Vitamina C ed E.</p>
<p>Numerosi sono i trattamenti medici e chirurgici di aiuto nel mantenimento del risultato: numerose sono le sostanze che possono essere utilizzate, associate in maniera variabile. </p>
<p><strong>Tossina Botulinica</strong><br />
La <a href="/tossina-botulinica.html" title="tossina botulinica"><strong>tossina botulinica</strong></a> viene impiegata per indebolire la contrazione dei muscoli mimici del volto, riducendo quindi le rughe di espressione di fronte, sopracciglia, contorno occhi, e può aiutare a mantenere il risultato di un Lifting o completare quello di una Blefaroplastica. E&#8217; un trattamento medico ambulatoriale, assolutamente sicuro e ben sperimentato, che necessita di essere ripetuto 2-3 volte l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Acido Ialuronico</strong><br />
E&#8217; importante mantenere il tono e l&#8217;idratazione della pelle al fine di contrastarne l&#8217;invecchiamento. Sono disponibili numerose formulazioni a base di acido ialuronico per adattarsi a tutti i tipi di viso e per correggere il maggior numero di inestetismi.</p>
<p><img src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/11/Acido-Ialutonico.jpg" alt="Acido Ialuronico" title="" width="170" height="120" class="alignright size-full wp-image-2266" />L&#8217;acido ialuronico viene progressivamente riassorbito dall&#8217;organismo e necessita di essere ripetuto  almeno 2 volte in un anno. La recente introduzione della tecnica con microcannula consente di ottenere risultati ancor più naturali e poco evidenti. L&#8217;acido ialuronico aiuta a mantenere una buona idratazione cutanea e mantiene il viso tonico dopo un Lifting o un Lipofilling.</p>
<p><strong>Biorivitalizzazione</strong><br />
Vitamine e micronutrienti, somministrati localmente, fungono da &#8220;cura&#8221; per la pelle, rendendola più tonica ed elastica, andando a rimpiazzare quanto si perde con il trascorrere del tempo.</p>
<p>Dopo un intervento di Lifting o Lipofilling, la biorivitalizzazione mantiene il giusto tono ed idratazione della pelle, fornendole le sostanze di cui ha bisogno per rinnovarsi e mantenersi più giovane.</p>
<p>Il trattamento è ambulatoriale e consiste in un ciclo di 3-4 sedute a distanza di un mese l&#8217;una dall&#8217;altra. I risultati ottimali si ottengono ripetendo il ciclo di trattamento 1-2 volte l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Lipofilling</strong><br />
Il lipofilling è una metodica chirurgica di ripristino dei volumi perduti nel tempo attraverso il trapianto del proprio tessuto adiposo, che è anche ricco di cellule staminali; pertanto il lipofilling, oltre a riempire e restituire volumi, rigenera la pelle invecchiata e segnata dal tempo.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/11/Lipofilling250.jpg" alt="lipofilling" title="" width="250" height="167" class="alignright size-full wp-image-2261" />E&#8217; ideale anche come mantenimento dopo un Lifting Endoscopico. La procedura è minimamente invasiva, richiede una piccola anestesia locale per assicurare il massimo confort del paziente. I migliori risultati si ottengono ripetendola 1-2 volte l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Cellule staminali</strong><br />
Le cellule staminali costituiscono la nuova frontiera della medicina: sono cellule non specializzate, che possono trasformarsi in numerosi tipi di tessuto: a scopi estetici è importante la loro capacità di divenire cellule adipose, ossee e costituenti del derma.</p>
<p>Hanno anche numerose altre applicazioni in campo medico: sono impiegate per la rigenerazione e la guarigione dopo traumi, interventi, malattie ereditarie.</p>
<p>Un trattamento con le cellule staminali, da sole o associate al tessuto adiposo come lipofilling, è consigliabile da eseguirsi dopo un lifting o un lipofilling per mantenere il risultato dell&#8217;intervento, con una frequenza di 1-2 volte l&#8217;anno.</p>
<p><strong>Conservazione del tessuto adiposo</strong><br />
Spesso durante l&#8217;aspirazione del tessuto adiposo è presente del tessuto abitualmente scartato perché in eccesso; è ora possibile conservare il proprio tessuto adiposo in banche specializzate, che ne provvedono al rilascio (sotto forma di cellule di grasso o staminali) qualora fosse necessario. In tal modo, eseguire un lipofilling o una rigenerazione con le cellule staminali diviene una procedura molto più semplice e meno invasiva, paragonabile ad un comune acido ialuronico: si esegue in ambulatorio, senza anestesia o ricovero.</p>
<p><strong>Cosmesi</strong><br />
La cosmesi domiciliare specifica è di fondamentale importanza come supporto nel  contrastare l&#8217;invecchiamento del volto: è necessario utilizzare quotidianamente cosmetici che restituiscano acqua, tono e lucentezza alla pelle.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/11/cosmesi250.jpg" alt="cosmesi" title="" width="250" height="376" class="alignleft size-full wp-image-2263" />Abbiamo formulato dei nuovi presidi dermocosmetici estremamente ricchi in principi attivi per poter offrire alle nostre pazienti degli strumenti efficaci nella prevenzione dell&#8217;invecchiamento e nel mantenimento a lungo termine dei risultati di un intervento chirurgico di ringiovanimento del volto: Lifting facciale, Blefaroplastica, Lipofilling.</p>
<p><strong>Radiofrequenza</strong><br />
La Radiofrequenza Frazionata agisce stimolando la produzione di collagene, conferendo alla pelle un aspetto più compatto, tonico e luminoso, eliminando le microrugosità (ad esempio contorno occhi e palpebra inferiore).</p>
<p>E&#8217; un trattamento ambulatoriale, non necessita di anestesia; va ripetuto 1-2 volte l&#8217;anno. E&#8217; ideale come trattamento di mantenimento dopo una Blefaroplastica o un Lipofilling. </p>
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		<title>Ossigenoterapia Estetica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 08:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;apporto di ossigeno alla pelle è fondamentale nel mantenerla tonica, compatta, più giovane. Con il tempo esso si riduce e la pelle perde tono, elasticità, diviene più opaca e mostra le prime rughe. L&#8217;ossigenoterapia estetica è un trattamento a base di ossigeno iperbarico che migliora la circolazione della pelle, tonificandola e rivitalizzandola, e permette la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-1901" title="ossigenoterapia estetica" src="/wp-content/uploads/2011/07/ossigenoterapia.jpg" alt="ossigenoterapia estetica" width="250" height="189" />L&#8217;apporto di ossigeno alla pelle è fondamentale nel mantenerla tonica, compatta, più giovane. Con il tempo esso si riduce e la pelle perde tono, elasticità, diviene più opaca e mostra le prime rughe.</p>
<p>L&#8217;<strong>ossigenoterapia estetica</strong> è un trattamento a base di <strong>ossigeno iperbarico</strong> che migliora la circolazione della pelle, tonificandola e rivitalizzandola, e permette la somministrazione di importanti principi attivi, nutrienti e idratanti, quali l&#8217;acido ialuronico, le vitamine, le cellule staminali.</p>
<p>E&#8217; un trattamento rapido (richiede circa 15 minuti), indolore, per nulla invasivo. Consiste nell&#8217;applicazione sulla pelle di un manipolo che diffonde ossigeno iperbarico e nutrienti nella pelle.</p>
<p>Al termine del trattamento non ci saranno rossori, gonfiori, lividi o altre spiacevoli conseguenze, ed il paziente può tornare immediatamente alla propria vita sociale.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1905" src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/07/ossigenoterapia2.jpg" alt="ossigenoterapia estetica" width="250" height="188" />Sin dalla prima seduta è visibile l&#8217;effetto benefico del trattamento con l&#8217;ossigeno iperbarico sulla pelle, che appare più luminosa, compatta, tonica, con una importante riduzione delle rughe.</p>
<p>L&#8217;effetto migliore lo si ottiene inserendo il trattamento all&#8217;interno di un programma globale di rivitalizzazione del viso, associando cicli di tossina botulinica, acido ialuronico, vitamine, radiofrequenza e una corretta cosmesi domiciliare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #ff6600;"><strong>A settembre tutti i lunedi dalle 14 alle 20 sono dedicati al check-up cutaneo<br />
e a un trattamento con ossigeno iperbarico per la rivitalizzazione del viso.<br />
<a href="/prenota-on-line-e-risparmi.html">PRENOTA QUI ORA</a></strong></span></p>
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		<title>Tumori Palpebrali</title>
		<link>http://gennaichirurgia.it/1894-tumori-palpebrali.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:50:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i tumori palpebrali il più frequente è il basalioma (epitelioma basocellulare) che si localizza più comunemente al canto interno (tra occhio e naso) o sulla pelpebra inferiore. Una caratteristica del basalioma è una crescita lenta, indolore, per cui i pazienti giungono dallo specialista quando il tumore è già in fase avanzata. Il basalioma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />Tra i <strong>tumori palpebrali</strong> il più frequente è il <strong>basalioma</strong> (epitelioma basocellulare) che si localizza più comunemente al canto interno (tra occhio e naso) o sulla pelpebra inferiore.</p>
<p>Una caratteristica del <strong>basalioma</strong> è una crescita lenta, indolore, per cui i pazienti giungono dallo specialista quando il tumore è già in fase avanzata.</p>
<p>Il basalioma è un tumore a bassa malignità o malignità locale in quanto non rappresenta quasi mai un pericolo per la vita, ma per l’occhio. Questo tumore tende a estendersi progressivamente e a intaccare il tessuto sano per cui più tardi si interviene più complessa sarà la ricostruzione dei tessuti colpiti, con un risultato estetico meno soddisfacente.</p>
<div id="attachment_1946" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1946" src="/wp-content/uploads/2011/07/basalioma-pre.jpg" alt="basalioma" width="250" height="188" /><p class="wp-caption-text">basalioma canto interno prima</p></div>
<div id="attachment_1947" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img src="/wp-content/uploads/2011/07/basalioma-post.jpg" alt="basalioma" title="" width="250" height="188" class="size-full wp-image-1947" /><p class="wp-caption-text">basalioma canto interno dopo</p></div>
<p>Il sospetto clinico di tumore va confermato con una biopsia, per confermare la natura della lesione prima di intraprendere interventi di demolizione e ricostruzione.</p>
<p>La cura definitiva dei basaliomi include una chirurgia demolitiva radicale, in cui il tumore è asportato in maniera completa, assicurandosi che i margini di tessuto palpebrale intorno al basalioma non siano infiltrati da cellule tumorali.</p>
<div id="attachment_1952" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img src="/wp-content/uploads/2011/07/basalioma2-pre1.jpg" alt="basalioma" title="" width="250" height="176" class="size-full wp-image-1952" /><p class="wp-caption-text">basalioma palpebra inferiore prima</p></div>
<div id="attachment_1953" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img src="/wp-content/uploads/2011/07/basalioma2-post.jpg" alt="basalioma" title="" width="250" height="164" class="size-full wp-image-1953" /><p class="wp-caption-text">basalioma palpebra inferiore dopo</p></div>
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		<title>Tumori orbitari</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I tumori orbitari (tumori dell&#8217;occhio) possono colpire sia i bambini che gli adulti e derivare dalle varie strutture che si trovano dietro l’occhio in uno spazio delimitato da ossa chiamato spazio orbitario e che contiene appunto tutte quelle strutture che permettono di far funzionare l’occhio: i muscoli che muovono l’occhio, il nervo ottico che trasporta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />I<strong> tumori orbitari </strong>(tumori dell&#8217;occhio) possono colpire sia i bambini che gli adulti e derivare dalle varie strutture che si trovano dietro l’occhio in uno spazio delimitato da ossa chiamato<strong> spazio orbitario</strong> e che contiene appunto tutte quelle strutture che permettono di far funzionare l’occhio:</p>
<ul>
<li>i <strong>muscoli </strong>che muovono l’occhio,</li>
<li>il<strong> nervo ottico</strong> che trasporta il segnale visivo,</li>
<li>la <strong>ghiandola lacrimale </strong>che lubrifica l’occhio</li>
<li>il <strong>grasso</strong> che protegge l’occhio dalle ossa circostanti.</li>
</ul>
<p>Da ognuna di queste strutture può originare una neoformazione o tumore orbitario che può colpire sia i bambini che gli adulti.</p>
<p><strong>Sintomi</strong><br />
L’occhio sporgente (esoftalmo) e la visione doppia (diplopia) sono sintomi tipici di un processo espansivo orbitario: la funzione del  nervo ottico può essere compromessa per cui anche il calo della vista è  un sintomo frequente.</p>
<p>Il paziente che si accorge di queste alterazioni dovrebbe rivolgersi  subito ad un oculista, specialmente se esperto in chirurgia orbitaria.  Oltre all’esame oculistico è necessaria un’indagine radiologica adeguata  (TAC o Risonanza Magnetica).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1979" src="/wp-content/uploads/2011/07/pre.jpg" alt="tumore dell'orbita" width="250" height="148" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1981" src="/wp-content/uploads/2011/07/post1.jpg" alt="tumore dell'orbita" width="250" height="179" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/pre2.jpg" alt="tumore orbitario" title="" width="250" height="132" class="aligncenter size-full wp-image-1985" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/post2.jpg" alt="tumore orbitario" title="" width="250" height="124" class="aligncenter size-full wp-image-1983" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/pre-to.jpg" alt="tumore orbitario" title="" width="250" height="112" class="aligncenter size-full wp-image-1988" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/post-to.jpg" alt="tumore orbitario" title="" width="250" height="111" class="aligncenter size-full wp-image-1987" /></p>
<p><strong>Nei bambini</strong><br />
I tumori orbitari più frequenti in età pediatrica sono rappresentati  dalle <strong>cisti dermoidi</strong> che appaiono sovente come sporgenze nella coda del  sopracciglio o emangiomi capillari che hanno aspetti variabili a seconda  della localizzazioni.</p>
<p>I <strong>tumori maligni </strong>nei bambini sono molto rari a livello orbitario, ma  una evoluzione molto rapida dei sintomi deve mettere in guardia.  Piuttosto frequenti nei bambini sono gli ascessi orbitari causatui da  sinusiti croniche e/o processi infiammatori idiopatici (pseudotumore  infiammatorio), tutte condizioni di pertinenza dell’oculista.</p>
<p><strong>Negli adulti</strong><br />
E’ necessario distinguere tra tumori benigni e maligni. Tra i <strong>tumori benigni</strong>,  il più frequente è senz’altro rappresentato dall’emangioma cavernoso,  che altro non è che una cisti vascolare malformativa. Non rappresenta un  pericolo immediato, ma crescendo nell’orbita può schiacciare le  strutture della <em>cabina di regia</em> e determinare esoftalmo (occhio  in fuori), diplopia (visione doppia) e comprimere il nervo ottico  (perdita della funzione visiva).</p>
<p>In questi casi la rimozione chirurgica è necessaria e l’oculista  esperto nella chirurgia dell’orbita è in grado di gestire queste  malformazioni con tecniche mini-invasive ed approcci palpebrali.  L’intervento del neurochirurgo non è quasi mai necessario, evitando così  approcci molto più pericolosi (attraverso la cavità cranica) e  riducendo significativamente i tempi di recupero, che sono quasi sempre  in ambito di day hospital.</p>
<p>Tra i tumori <strong>maligni</strong> il più frequente è  rappresentato dal linfoma orbitario che richiede una biopsia per la  diagnosi e nella maggior parte dei casi è eradicato dalla semplice  terapia medica associata alla radioterapia.</p>
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		<title>Ostruzione vie lacrimali</title>
		<link>http://gennaichirurgia.it/1890-ostruzione-vie-lacrimali.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ostruzioni delle vie lacrimali possono interessare sia gli adulti che i bambini (ostruzioni congenite). Nell&#8217;adulto sono soprattutto le donne ad essere colpite con una frequenza di circa dieci volte superiore rispetto all&#8217;uomo a causa della conformazione anatomica del condotto lacrimale. La localizzazione dell&#8217;ostruzione più frequente risulta essere nella parte terminale del dotto naso-lacrimale. Nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />Le ostruzioni delle vie lacrimali possono interessare sia gli <strong>adulti</strong> che i <strong>bambini</strong> (ostruzioni congenite).</p>
<p>Nell&#8217;adulto sono soprattutto le <strong>donne</strong> ad essere colpite con una frequenza di circa dieci volte superiore rispetto all&#8217;uomo a causa della conformazione anatomica del condotto lacrimale.</p>
<p>La  localizzazione dell&#8217;ostruzione più frequente risulta essere nella parte terminale del  dotto naso-lacrimale.</p>
<p>Nella  maggior parte dei casi la causa che determina l’ostruzione non è nota, anche se in alcuni casi si può attribuire a pregressi interventi chirurgici al naso o pregresse   fratture del naso.</p>
<p><strong>Sintomi dell&#8217;ostruzione lacrimale</strong></p>
<p>Il sintomo principale è l&#8217;<strong>iperlacrimazione</strong> (epifora): le lacrime scendono lungo la guancia del paziente e quest&#8217;ultimo ha la necessità di asciugarsi l&#8217;occhio più volte al giorno.</p>
<p>Se l’ostruzione si protrae nel tempo (mesi o anni) possono  verificarsi fenomeni di accumulo di muco e pus nel sacco lacrimale che  appare rigonfio e palpabile nella zona delle palpebra inferiore più  vicina al naso.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2008" src="/wp-content/uploads/2011/07/ostruzione-lacrimale.jpg" alt="ostruzione lacrimale" width="300" height="192" /></p>
<p>Si possono veridficare anche casi di vere e proprie  infezioni acute (dacrioflemmoni) con gonfiore improvviso, dolore e  fuoriuscita di muco-pus.</p>
<p><strong>Diagnosi dell&#8217;ostruzione lacrimale</strong></p>
<p>Nella maggior parte dei casi già la visita oculistica evidenzia chiaramente la problematica. E&#8217; sufficiente un <strong>piccolo lavaggio</strong> delle vie lacrimali per dimostratre l’ostruzione completa.</p>
<p>Il lavaggio si effettua in ambulatorio e non è doloroso: ha solo una funzione di diagnosi e non di cura. Solamente in casi selezionati sono necessari ulteriori esami diagnostici come la dacriocistografia e la TAC.</p>
<p><strong>Ostruzioni lacrimali nell&#8217;adulto</strong></p>
<p>Nella maggior parte dei casi sono affette donne in età compresa tra i 40 e 60 anni perché la conformazione anatomica del sistema lacrimale è più piccola rispetto a quella dell&#8217;uomo e quindi più propense all&#8217;ostruzione.</p>
<p>Il disturbo si manifesta con eccessiva lacrimazione in uno o entrambi gli occhi e la necessità di asciugarsi più volte al giorno. Frequente la presenza di muco-pus. Il trattamento prevede in una ricostruzione del sistema lacrimale che viene eseguita in anestesia locale, in day hospital e l&#8217;intervento non dura più di 20-30 minuti.</p>
<p>Il paziente può andare a casa 2 ore dopo e la percentuale di successo è di circa del 95%. Viene inserito uno stent temporaneo nel nuovo sistema lacrimale che viene successivamente rimosso dopo 3-4 mesi in ambulatorio. Normalmente non rimane nessun segno visibile esternamente.</p>
<p><strong>Ostruzioni congenite (nel bambino)</strong></p>
<p>I bambini possono nascere con le<strong> vie lacrimali ostruite</strong> per un residuo  di mucosa al termine del condotto naso-lacrimale e lacrimano in maniera  eccessiva da uno o da entrambi gli occhi. Nella maggior parte dei  casi l&#8217;ostruzione si risolve spontaneamente nel primo anno d’età.</p>
<p>In questa fase è opportuno effettuare dei massaggi nella zona del  sacco lacrimale vicino al naso per facilitare l’apertura spontanea.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2021" src="/wp-content/uploads/2011/07/ostruzione-bambino1.jpg" alt="ostruzione lacrimale congenita" width="279" height="270" /></p>
<p>Se dopo l’anno d’età persiste una<strong> lacrimazione eccessiva</strong> (epifora) o  se, anche prima dell’anno di età, oltre alle lacrime in eccesso si ha  presenta una <strong>secrezione di muco-pus</strong>, è necessario intervenire  chirurgicamente per risolvere la situazione.</p>
<p>L’intervento avviene in anestesia generale ed è di breve durata: si effettua un’apertura del dotto naso-lacrimale con un sondaggio delle vie  lacrimali. Si introduce una  sonda nelle vie lacrimali fino al naso per favorire  meccanicamente l’apertura del dotto.</p>
<p>In alcuni casi oltre al sondaggio  si esegue una  intubazione per circa 6 mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_2027" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2027" src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/07/dacrio1.jpg" alt="dacriocistorinostomia" width="300" height="222" /><p class="wp-caption-text">Incisione alla fine dell&#39;intervento con 3 punti di sutura e lo stent in posizione</p></div>
<div id="attachment_2028" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2028" src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/07/dacrio2.jpg" alt="DCR" width="300" height="244" /><p class="wp-caption-text">Diagramma dell&#39;intervento chirurgico</p></div>
<div id="attachment_2030" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-full wp-image-2030" src="http://gennaichirurgia.it/wp-content/uploads/2011/07/dacrio3.jpg" alt="dcr" width="300" height="184" /><p class="wp-caption-text">Incisione a un mese dall&#39;intervento. La cicatrice è invisibile.</p></div>
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		<title>Esoftalmo Tiroideo</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sovente il primo sintomo della disfunzione tiroidea è rappresentato da alterazioni a livello oculare, tra le quali la retrazione palpebrale superiore è il disturbo più frequente e presente nel 90% dei pazienti. La palpebra superiore si apre eccessivamente scoprendo il bianco sopra la parte colorata dell’occhio che normalmente è coperta dalla palpebra stessa. Altri sintomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />Sovente il primo sintomo della disfunzione tiroidea è rappresentato da alterazioni a livello oculare, tra le quali la <strong>retrazione palpebrale superiore</strong> è il disturbo più frequente e presente nel 90% dei pazienti.</p>
<p>La palpebra superiore si apre eccessivamente scoprendo il bianco sopra la parte colorata dell’occhio che normalmente è coperta dalla palpebra stessa.</p>
<p>Altri sintomi tipici sono il <strong>gonfiore delle palpebre</strong> che ha significative variazioni durante la giornata, il <strong>rossore</strong> e il senso di <strong>irritazione oculare</strong> causato dalla reazione infiammatoria oculare.</p>
<p>Nel 60% dei casi i pazienti presentano <strong>esoftalmo</strong> (eccessiva sporgenza del bulbo oculare). Anche la <strong>visione doppia</strong> (diplopia) è frequente.</p>
<p>Tutte queste alterazioni determinano importanti variazioni dell’<strong>estetica dello sguardo</strong> e nei casi più gravi anche rischi per la funzione visiva.</p>
<div id="attachment_2051" class="wp-caption aligncenter" style="width: 285px"><img class="size-full wp-image-2051 " title="prima" src="/wp-content/uploads/2011/07/retrazione-superiore-pre-op-1.jpg" alt="" width="275" height="219" /><p class="wp-caption-text">retrazione superiore prima</p></div>
<div id="attachment_2052" class="wp-caption aligncenter" style="width: 285px"><img class="size-full wp-image-2052 " title="dopo" src="/wp-content/uploads/2011/07/retrazione-superiore-post-op-1.jpg" alt="" width="275" height="167" /><p class="wp-caption-text">retrazione superiore dopo intervento</p></div>
<p>La <strong>decompressione orbitaria</strong> è l’intervento che si esegue per correggere l’eccessiva sporgenza dei bulbi oculari (esoftalmo) utilizzando delle tecniche mini-invasive, senza cicatrici visibili ed in regime di day surgery.</p>
<p>La  tecnica prevede l’ampliamento dello spazio orbitario osseo grazie alla rimozione delle 2 pareti orbitarie più sottili e che confinano con i seni nasali.</p>
<p>Un secondo intervento può essere necessario per correggere la retrazione palpebrale superiore ed inferiore, associandola anche alla rimozione del grasso in eccesso, quando necessario.</p>
<p>Al termine della fase chirurgica il paziente dovrebbe essere il più possibile simile allo stato di pre-malattia.</p>
<div id="attachment_2057" class="wp-caption aligncenter" style="width: 285px"><img src="/wp-content/uploads/2011/07/pz-2-pre-op.jpg" alt="" title="prima" width="275" height="184" class="size-full wp-image-2057" /><p class="wp-caption-text">decompressione bilaterale prima</p></div>
<div id="attachment_2058" class="wp-caption aligncenter" style="width: 285px"><img src="/wp-content/uploads/2011/07/pz-2-dopo-decompressione-bilaterale.jpg" alt="" title="dopo" width="275" height="156" class="size-full wp-image-2058" /><p class="wp-caption-text">decompressione bilaterale dopo</p></div>
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		<title>Ptosi Palpebrale</title>
		<link>http://gennaichirurgia.it/1886-ptosi-palpebrale.html</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ha una ptosi palpebrale quando una o entrambe le palpebre sono più abbassate rispetto al loro livello naturale: la rima palpebrale risulta di ampiezza ridotta o anche del tutto assente. I pazienti con ptosi palpebrale tengono le palpebre aperte con difficoltà e per compensare l’abbassamento della palpebra tendono ad inarcare le sopracciglia. Nei casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />Si ha una <strong>ptosi palpebrale</strong> quando una o entrambe le palpebre sono più abbassate rispetto al loro livello  naturale: la rima palpebrale risulta di ampiezza ridotta o anche  del tutto assente.</p>
<p>I pazienti con<strong> ptosi palpebrale</strong> tengono le palpebre aperte con difficoltà e per compensare l’abbassamento della palpebra tendono ad inarcare le  sopracciglia.</p>
<p>Nei casi più gravi, i pazienti possono avere addirittura  la necessità di sollevare le palpebre con le dita. I bambini affetti da  ptosi possono sviluppare ambliopia o un ritardo nello sviluppo per la  limitazione dell’organo della vista.</p>
<p><strong>Ptosi Palpebrale Congenita</strong><br />
Alcuni bambini nascono con una o entrambe le palpebre basse: la malattia non ha cause precise, ma è legata ad una distrofia congenita localizzata al muscolo elevatore della palpebra superiore.</p>
<p>In alcuni casi la ptosi determina una difficoltà al normale sviluppo della vista e può rendersi necessario un intervento urgente,anche  se nella maggior parte dei casi la chirurgia può essere rimandata fino all’età prescolare.</p>
<p>Solitamente la ptosi congenita viene corretta con un intervento di  sospensione al frontale con fascia lata con risultati permanenti  (essendo la fascia lata propria del paziente).</p>
<div id="attachment_1921" class="wp-caption aligncenter" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-1921 " src="/wp-content/uploads/2011/07/foto-1.jpg" alt="ptosi palpebrale congenita" width="270" height="203" /><p class="wp-caption-text">Ptosi congenita bilaterale prima</p></div>
<div id="attachment_1922" class="wp-caption aligncenter" style="width: 280px"><img class="size-full wp-image-1922 " src="/wp-content/uploads/2011/07/foto-2.jpg" alt="ptosi palpebrale congenita" width="270" height="203" /><p class="wp-caption-text">Risultato dopo sospensione al frontale con fascia lata bilaterale</p></div>
<div id="attachment_1933" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1933" src="/wp-content/uploads/2011/07/foto-11.jpg" alt="ptosi congenita" width="250" height="271" /><p class="wp-caption-text">Ptosi occhio sinistro prima</p></div>
<div id="attachment_1934" class="wp-caption aligncenter" style="width: 260px"><img class="size-full wp-image-1934" src="/wp-content/uploads/2011/07/foto-21.jpg" alt="ptosi congenita" width="250" height="260" /><p class="wp-caption-text">Risultato dopo sospensione al frontale con fascia lata</p></div>
<p><strong>Ptosi palpebrale dell&#8217;adulto</strong><br />
Differenti sono le cause che determinano la ptosi palpebrale tra cui la perdita di forza da parte del muscolo, le malattie congenite, i traumi, le malattie neurologiche.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi la ptosi nell&#8217;adulto si verifica per un graduale e progressivo stiramento del tendine (aponeurosi del muscolo elevatore) del muscolo che fa aprire la palpebra, il muscolo elevatore, causato dal naturale invecchiamento</p>
<p>In alcuni casi, interventi pregressi all&#8217;occhio di cataratta, retina o chirurgia refrattiva possono indurre una ptosi palpebrale. Nella ptosi dell&#8217;adulto il trattamento consiste nella maggior parte dei casi nel rinforzare il tendine muscolare (aponeurosi); l&#8217;intervento si esegue in anestesia locale e si ha la possibilità di ottenere una apertura palpebrale normale nel 95% dei casi.<br />
<center><br />
<div id="attachment_1913" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-1913" title="ptosi palpebrale" src="/wp-content/uploads/2011/07/ptosi-palpebrale.jpg" alt="ptosi palpebrale" width="450" height="132" /><p class="wp-caption-text">ptosi palpebrale senile (prima e dopo)</p></div><br />
</center><br />
<strong>Correzione chirurgica della ptosi palpebrale</strong><br />
Esistono diverse tecniche chirurgiche che consentono di correggere la ptosi palpebrale a seconda della differente funzione del muscolo palpebrale affetto e, indipendentemente dal metodo utilizzato, il successo chirurgico è molto alto.</p>
<p>La chirurgia della ptosi palpebrale consiste nel riportare la palpebra alla sua posizione originale e bilanciare la simmetria con la palpebra dell’altro lato.</p>
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		<title>Complicazioni Blefaroplastica</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 07:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>deart</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La blefaroplastica è un intervento sicuro con rischi di complicanze molto basso se l&#8217;intervento è eseguito in maniera corretta, con tecniche appropriate da un chirurgo con un vasto background. Sempre più spesso si assiste a blefaroplastiche eseguite da medici con poca formazione sulla regione degli occhi (dermatologi, dentisti e chirurghi maxillo-faciali) e non sorprende che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/wp-content/uploads/2011/07/bernardini-label200.jpg" alt="" title="" width="200" height="82" class="alignright size-full wp-image-2089" />La blefaroplastica è un intervento sicuro con rischi di complicanze molto basso se l&#8217;intervento è eseguito in maniera corretta, con tecniche appropriate da un chirurgo con un vasto background.</p>
<p>Sempre più spesso si assiste a blefaroplastiche eseguite da medici con poca formazione sulla regione degli occhi (dermatologi, dentisti e chirurghi maxillo-faciali) e non sorprende che si abbiano percentuali di <strong>complicazioni per la blefaroplastica</strong> più alte del normale.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2000" src="/wp-content/uploads/2011/07/IMG_2003.jpg" alt="blefaroplastica complicazioni" width="300" height="124" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1999" src="/wp-content/uploads/2011/07/IMG_2690.jpg" alt="blefaroplastica complicazioni" width="300" height="94" /></p>
<p><strong>Complicazioni della blefaroplastica superiore</strong><br />
Le palpebre superiori sono a basso rischio di complicazioni: il rischio maggiore è legato alla eccessiva rimozione di cute che impedisce la chiusura normale delle palpebre causando un lagoftalmo notturno con secchezza degli occhi, rossore e fotofobia (fastidio alla luce, specie al mattino).</p>
<p>Una blefaroplastica superiore troppo aggressiva può danneggiare il muscolo elevatore della palpebra superiore causando una ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra superiore); inoltre anche il mancato riconoscimento di una ptosi palpebrale pre-esistente da parte del chirurgo che consiglia una blefaroplastica può mettere in maggior evidenza la ptosi stessa dopo l&#8217;intervento di blefaroplastica superiore.</p>
<p><strong>Complicazioni della blefaroplastica inferiore</strong><br />
La maggior parte delle complicazioni riguardano le palpebre inferiori in quanto, essendo sottoposte maggiormente alla forza di gravità, anche un minimo errore può pregiudicare pesantemente il risultato estetico finale.</p>
<p>La rimozione della pelle dalla palpebra inferiore può causare un abbassamento di tutta la palpebra con l&#8217;effetto estetico poco desiderabile dell&#8217;<strong>occhio tondo</strong>: l&#8217;angolo esterno si abbassa, tra la parte colorata dell&#8217;occhio e il margine superiore della palpebra si visualizza il bianco della sclera (esposizione sclerale).</p>

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			<a href="http://gennaichirurgia.it/wp-content/gallery/blefaro-complic-bernardini/pre.jpg" title="1 situazione prima della correzione" class="shutterset_set_14" >
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<p>Si verifica in conclusione quell&#8217;effetto antiestetico di avere un angolo esterno più basso di quello interno (vicino al naso) come dovrebbe essere normalmente e conseguentemente la perdita del taglio naturale della palpebra</p>
<p>La posizione del margine della palpebra inferiore in relazione alla superficie dell’occhio è fondamentale nel determinare un equilibrio perfetto tra quantità di lacrime e lubrificazione dell&#8217;occhio.</p>
<p>Un abbassamento anche di un solo millimetro, magari poco visibile esteticamente, può causare una secchezza della parte inferiore della cornea legata alla retrazione palpebrale inferiore (ectropion cicatriziale) che determina un fastidioso senso di corpo estraneo, rossore oculare e mette a rischio la salute dell’intero occhio.</p>
<p>Anche la <strong>eccessiva rimozione di grasso</strong> può causare un’accentuazione delle occhiaie e dare un senso di maggior invecchiamento alla paziente.</p>
<p>Si può evitare questa complicazione rimuovendo il grasso in modo conservativo od operando un rilascio dell’arco marginale con riposizionamento del grasso in modo da riempire la &#8220;valle delle lacrime&#8221; mantendo la palpebra giovane e trofica, senza le antiestetiche borse.</p>
<p>Quando questa complicazione si è ormai determinata è possibile intervenire con un impianto di filler a base di acido ialuronico o con un lipofilling.</p>
<p>Nel video è presentato un intervento di correzione di un ectropion cicatriziale a seguito di una blefaroplastica inferiore con eccessiva rimozione di tessuto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per la correzione si effettua un prelievo di tarso dalla palpebra superiore e un impianto a colonna nella parte interna della palpebra inferiore.</p>
<p>Viene innestato il tessuto prelevato dalla palpebra superiore dopo aver rilasciato i retrattori della palpebra inferiore dal lato interno, senza nessuna cicatrice aggiuntiva visibile.</p>
<p>Il tarso innestato è rigido e sostiene verso l’alto la palpebra inferiore e si associa a lateral tarsal strip.</p>
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